Parlare tessendo: leggere un tappeto Kilim, I parte

I tessuti sono una parte fondamentale della nostra civiltà fin dall’antichità, sono emersi come una necessità e possono essere associati al comfort e al lusso. Connettendo una varietà di tradizioni, aree e pratiche, il design tessile ha il potenziale per trasformare gli habitat umani, il modo di vivere e migliorare la sensazione di benessere. 

Questo vale soprattutto nell’arte della tessitura, in particolare dei tappeti, che nascono per necessità contingenti, scaldare i pavimenti in terra battuta per diventare, ormai da secoli, magnifici complementi d’arredo. 

Non si può negare che l’intero aspetto di uno spazio cambia quando viene aggiunto un trappeto, parliamo specialmente dei tappeti tessuti a mano che non solo sono belli da vedere ma anche da toccare, anzi, il tatto è indispensabile per scoprirli, leggerli, scoprirne gli infiniti nodi della tessitura, la complessità della realizzazione. 

Esiste però anche un diverso modo di comprendere i tappeti. 

La tessitura è arte femminile. La tessitura dei tappeti è cultura dei paesi mediorientali e orientali, e l’analisi dei disegni dei tappeti ci fornisce informazioni sulla cultura passata e presente, sul vissuto delle donne che li realizzano: in culture tradizionali nelle quali la parola delle donne è scarsa e scarna, i motivi intessuti dei tappeti ci rivelano sentimenti, desideri, dolori, paure e aspirazioni. Laddove alle donne era impedita la parola, l’hanno spesso riversata nelle loro creazioni.

Kilim: il tappeto persiano a pelo raso

Un tipo di tappeto particolarmente affascinante ed espressivo è il kilim. 

Si ritiene che l’arte della tessitura sia stata sviluppata in Asia centrale dai nomadi migratori, gli “Yürüks”. Durante le migrazioni questi nomadi dovevano affrontare condizioni climatiche rigide e utilizzavano il resistente pelo di capra, quasi impermeabile, trasformata in tappeti di feltro, per realizzare le tende nelle quali vivevano. Ancora oggi possiamo ammirare le Yurte, usate dai popoli nomadi dell’Asia tra cui mongoli, kazaki e uzbeki e si stanno diffondendo anche in Occidente in campeggi che le propongono al posto delle tende grazie alla loro bellezza, grandezza e versatilità. 

La Yurta non è una tenda per l’estate (anche se con appositi accorgimenti, la si può rendere fresca) ma per l’inverno: può essere scaldata da una stufa, perché ha un foro d’uscita per il fumo, può essere attrezzata con divani e letti e costituisce una vera e propria abitazione. 

Tornando ai popoli nomadi dell’Asia Centrale, alla tenda in feltro, venivano abbinati tappeti per pavimenti che evitassero l’umidità nella tenda, chiamati kilim. 

Si tratta di un artigianato eccezionale, ancor oggi caratterizzato da un gusto tradizionale e motivi in ​​diversi colori e linee e decorazioni simboliche che possono essere lette esattamente come le parole di un libro.

L’altopiano dell’Anatolia Centrale è considerato una delle culle della civiltà. Qui gli Hatti, gli Ittiti, i Frigi, i Galati, i Romani, i Bizantini, i Selgiuchidi e gli Ottomani stabilirono il loro dominio.

Per 10 millenni di storia, il popolo dell’Anatolia ha riflesso la cultura nella sua arte. I tessuti tradizionali turchi basati sull’artigianato sono stati ispirati da una ricca fonte modellata e plasmata da numerose culture che si sono succedute per migliaia di anni. I tappeti e i tappeti anatolici, con i loro colori, motivi, motivi e qualità superiore, hanno una reputazione universale e sono apprezzati da centinaia di anni.

Kilim: indice, simbolo, icona

Volendo però analizzarne il linguaggio, quello dei kilim è un sistema di segni composto da icone, indici o simboli che formano il pattern del tappeto. È come leggere un libro pieno di poesie colorate. La relazione tra il segno (la forma-motivo) e il significante (il significato che trasmette-contenuto) è diversa. 
Alcuni motivi sono “indici” (c’è una relazione logica, un’associazione tra il significante e il suo significato, per fare un esempio usuale, il fumo indica che da qualche parte c’è un fuoco) e alcuni sono “simbolici”, quindi la relazione tra loro è arbitraria, legata alla cultura e la correlazione significante/significato avviene solo in virtù di una convenzione. 
Parliamo, naturalmente, dei kilim tessuti a mano: quelli tessuti a macchina, pur riproducendo i disegni classici, si limitano ad usarli come elemento decorativo, senza più la stretta correlazione fra sentimenti ed emozioni e icone, se non in senso imitativo.

Ma anche la produzione artigianale odierna, lavorata nelle fabbriche e anche nei laboratori casalinghi, dove i motivi e i colori sono dettati da produttori e distributori, per quanto copiati da quelli antichi, non mostreranno mai la stessa sensibilità di quelli fatti a mano da una nomade o da una donna che viva alla maniera tradizionale, per le quali gli schemi di una volta erano significativi per la comunità o i singoli individui.

Vediamole, quindi, queste icone, per imparare a leggere e guardare i kilim con maggior comprensione, confidenza e consapevolezza. 

Il linguaggio in motivi kilim ha tre livelli di significato e cioè l’impressione visiva a livello di base, il modello formato da motivi nel suo insieme, infine la disposizione dei motivi che definisce connessioni e interrelazioni.

I motivi dei kilim, in generale, sono legati a quattro tematiche fondamentali:

  • La vita e sua protezione (nascita, morte, rinascita, donna-uomo, famiglia, fertilità), rappresentati dalle mani sui fianchi, il corno di montone, il cerchietto per capelli, la fertilità, gli orecchini, il pettine per il petto, il simbolo dello ying-yang, la stella, la linea dell’acqua, il pettine e l’occhio del diavolo (malocchio).
  • Credenze: amuleti, croce, mano, ganci 
  • Animali: uccello, drago, scorpione, zampa di lupo, serpente 
  • Piante: bardana, albero della vita.

Se ti è piaciuto questo articolo, continua a seguirci: ti mostreremo e riveleremo il significato di molti motivi tradizionali kilim.

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