Parlare tessendo: i disegni dei Kilim II parte

Nelle decorazioni tradizionali, le donne riversano i loro desideri, i loro pensieri e le loro angosce. È un parlare diretto, reale, fresco e risulta comprensibile anche in tappeti tessuti centinaia di anni fa. Sono simbolo della parola femminile che trascende i secoli. 

Per questo i tappeti kilim, oltre a essere capolavori di tessitura sono anche un’importante testimonianza di vita e di cultura. 
Si può dire che ogni kilim ha un “supra linguaggio” stesso creato dalla tessitrice nel modo ereditato dalla sua cultura, che cambia a seconda della sua situazione, single, sposata, felice o infelice, in attesa di un bambino, senza speranza per il futuro. Un annuncio al mondo esterno fatto silenziosamente. 

La tradizione 

Un giorno un capo tribù Yürük vide un tappeto kilim gettato a terra da una tenda. Guardarlo gli fece venire l’angoscia nel cuore, così chiese ai suoi uomini di trovare il padre della ragazza che aveva tessuto quel tappeto kilim. Quando il padre della ragazza fu portato alla tenda, il capo chiese: 
 
“Hai una figlia, vero?” 
“Sì, lo so” rispose il padre. 
“A quanto ho capito,” continuò il capo, “vuoi sposare la ragazza con qualcuno che non vuole. Ha messo il cuore su un altro.” 
 
All’inizio il padre rimase sbalordito – come poteva saperlo il capo – ma poi la sua lingua si sciolse: 
 
“È vero, sono un uomo povero e l’uomo che vuole sposare mia figlia è ricco, quindi ho promesso di dargli la mano in matrimonio. La mia ragazza, però, ha perso il suo cuore per un povero giovane … sai di questo? ” 
 
Il capo indicò il tappeto kilim per terra dicendo: 
 
“Tua figlia non ha tessuto questo tappeto kilim?” 
“Sì, l’ha fatto” disse il padre, al quale il capo rispose: 
“Quindi lo sapevo dalla lingua parlata da questo tappeto kilim … ti darò un cavallo, un cammello, vai a sposare la ragazza con la persona che ama. Oh! E dille questo … lo ha tessuto bene, ma dovrebbe mettere un po’ meno di un accento verde sul rosso … così com’è, sono stato quasi fuorviato. “(fonte www.kilim.com) 

I motivi tradizionali 

Come abbiamo visto nella prima parte dell’articolo, i motivi sono correlati alla vita e alla sua protezione, a credenze, ad animali e piante simbolici.  

Strettamente legato al motivo della vita che cresce nel grembo di una donna è il motivo delle “mani sui fianchi”, l’orgoglio della maternità. Il motivo può essere iconico, quindi una rappresentazione realistica del concetto ma tende, via via nei secoli, a diventare più simbolica, creando quindi una correlazione indiretta con l’immagine, alla quale si collega attraverso una convenzione condivisa. 


  Rappresentazione iconica

Rappresentazione simbolica

Legato all’altra parte dell’umanità, il genere maschile, è il simbolo del corno d’ariete, che simboleggia potere, mascolinità e fertilità. Ugualmente, anche in questo caso si passa dalla forma iconica a quella simbolica.

Rappresentazione iconica

Rappresentazione simbolica. 

La fascia per capelli 

Nella cultura anatolica, solo le donne non sposate portano i capelli sciolti sulle spalle. Proprio la fascia per capelli è l’ornamento utilizzato durante la cerimonia nuziale, quindi, rappresenta il passaggio dalla ragazza alla donna-madre. Ne esistono, naturalmente, svariate rappresentazioni: 

Anche gli orecchini simboleggiano il matrimonio perché sono un dono di nozze tradizionale. In genere, questo motivo significa che la ragazza vuole comunicare alla famiglia che desidera sposarsi. Il modo per rappresentare gli orecchini può essere chiaramente iconico oppure simbolico.


 YING – YANG ovvero il matrimonio come unione di opposti apportatrice di felicità. Come noto, è un simbolo che deriva dall’Oriente e che viene rappresentato in modo tradizionale oppure con notevole fantasia simbolica. 

I temi di protezione

Sono gli amuleti, che sono usati per difendersi dall’invidia e dal malocchio. Di questa categoria fanno parte i simboli della mano e del pettine. Il pettine è usato soprattutto per esprimere il desiderio di sposarsi e tenere lontano il malocchio dal matrimonio e dai futuri figli. La mano, invece, è simbolo di buona fortuna.

Poiché si ritiene che alcune persone siano dotate del potere di gettare il malocchio, l’occhio è molto presente nelle tessiture kilim, rappresentato talvolta da un triangolo o un diamante diviso in quattro Questi occhi diabolici dovrebbero avere un potere magico e religioso e proteggere il possessore da pericoli esterni e da sguardi malvagi. 

Anche la croce è considerata una protezione contro il malocchio perché avrebbe il potere di dividere in quattro lo sguardo malvagio. Il simbolo della croce è infatti molto più antico rispetto al suo uso nella tradizione cristiana. Come vediamo, ai temi tradizionali kilim appartiene anche la svastica, logicamente con un significato totalmente diverso da quello usato durante il Nazismo. 

In una tradizione così antica molteplici sono i simboli: ne abbiamo illustrati solo alcuni, i più rappresentativi, ci è parso, della cultura femminile, volta alla relazione con l’uomo, ai temi del matrimonio, della nascita, della protezione della vita. 

Si tratta, naturalmente, delle ipotesi formulate dagli studiosi e non possono essere esaustive ma semmai rappresentano alcune tessere che andrebbero poi inserite nei complessi mosaici dell’intera realizzazione. Eppure, anche comprendere il significato di alcuni di essi, ci sa la soddisfazione di avvicinarci a qualcosa che appartiene alla nostra condivisa cultura di esseri umani, seppure attraverso il tempo e le infinite distanze. 

Courtesy www.kilim.com  

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