Interior design: la texture e le forme per l’equilibrio degli ambienti

Nello scorso articolo abbiamo esaminato l’importanza del colore nel suggerire sensazioni di calma, intimità familiare, addirittura l’importanza dell’uso del colore in ambienti dedicati, per esempio, alla salute o al lavoro.


Esiste un altro importante fattore che l’interior design deve studiare per creare ambienti confortevoli, bilanciati e adatti all’uso che se ne deve fare ed è la texture, intesa sia come trama sia come forma.

La trama porta vita e vivacità in una stanza ed è un elemento che si può vedere e toccare. Tipico è il caso di una trama che aggiunge interesse ad uno spazio troppo monocromatico.


Poiché è la trama che descrive il materiale di cui un oggetto è fatto ed è il materiale che viene toccato, sentito o manipolato, proprio la texture costruisce un rapporto diretto fra l’ambiente e le persone che lo occupano.

Basta pensare alla differenza fra una finitura in calcestruzzo grezzo e a quella in marmo lucido, o gomma borchiata, o moquette, che possono essere inseriti nella medesima posizione (un muro, un pavimento o altra superficie, con differenti effetti sulla percezione di chi quello spazio è destinato ad occupare.

Texture: trasformare una stanza con un uso sapiente delle superfici
Quindi la scelta dei materiali è fondamentale per la qualità di vita in un determinato ambiente e un uso pensato e creativo della trama può aggiungere una dimensione completamente nuova a una stanza, renderla stimolante o rilassante secondo la scelta dei materiali e, quindi, delle texture, scelte.


Molte varietà di texture, siano esse velluto, pelle scamosciata, perspex, acciaio o pietra possono essere combinati, giustapposti o usati individualmente per produrre effetto di grande impatto, armonia ed eleganza.

È molto importante bilanciare la consistenza con il colore per creare un ambiente armonioso e considerare che diverse texture assorbono o riflettono la luce diversamente, alterando, quindi, la qualità del colore. Per esempio, le superfici lisce riflettono, le superfici chiare e ruvide assorbono la luce.


La luce in eccesso può appiattire una trama e creare ombre, con la perdita della definizione delle superfici. Per questo quando si progetta un interno è necessario tenere conto della relazione fra colore, texture e luce.

Nello scegliere le texture andrebbero prese in considerazione anche dimensioni, scala e proporzioni, perché la trama ha un’importante relazione con il peso: proprio questo è uno dei principi base nella scelta della texture. Le trame ruvide tendono a rendere un oggetto visivamente più pesante mentre le trame lisce lo fanno sembrare più leggero. Un pavimento in marmo bianco lucido sembra più leggero di un pavimento in tasselli di legno, eppure il marmo è assai più pesante del legno.


Perché quello di cui parliamo è il “peso visivo” delle superfici e degli oggetti di un ambiente.
Fateci caso: le stanze con texture lisce e colori chiari sembrano più leggere, più vuote. Ispirano un senso di leggerezza e meditazione. Non a caso, le chiese hanno questa caratteristica di luce, pavimenti chiari, senso di elevazione verso il cielo. Ugualmente, entrando in una stanza piena di oggetti non è raro che ci sentiamo colpiti dal “rumore visivo”, fastidioso come i suoni troppo alti o bruschi.

Forme e spazi vuoti: un ambiente non è uno spazio da riempire


In questo senso, è fondamentale creare un’armonia fra pieni e vuoti. Difficilmente ci si sente a proprio agio in un interno domestico completamente spoglio (anche se alcune tendenze del design lo propongono per gli spazi abitativi molto ampi, come i loft).
In linea generale, invece, è fondamentale il bilanciamento dello spazio e delle forme materiali che contiene.


La forma e la struttura degli oggetti solidi definiscono infatti la “forma” di uno spazio interno. La forma può, per esempio, rendere il senso della stabilità: pensiamo ad una grande divano, per esempio. Come abbiamo detto, la stessa forma può apparire più pesante o più leggera a seconda del colore e della texture dell’oggetto.

Ugualmente, le forme presenti nello spazio possono fornire movimento, ritmo o equilibrio, facilitare o impedire il movimento, promuovere la direzione sia fisica sia visiva, per esempio fare in modo che la disposizione delle forme nell’ambiente porti lo sguardo su un oggetto particolare, per esempio un mobile, un quadro, un particolare dell’arredamento.

Un ambiente studiato per il benessere


Nel 2005 l’interior design Sarah Lynch ha pubblicato un manuale molto interessante e di facile lettura dal titolo 77 Habits of Highly Creative Interior Designers, nel quale spicca una raccomandazione: negli spazi piccoli, è necessario inserire pochi pezzi (forme, le abbiamo chiamate prima), con ogni forma che si fonde e dialoga con tutti gli altri elementi della stanza, Ciò significa, per esempio, che è bene non esagerare con il decorativismo, con mobili pesantemente elaborati, con imbottiture eccessive. Non si tratta, infatti, di riempire un ambiente ma di organizzare uno spazio.


Altri manuali di interior design, poi, definiscono il rapporto fra texture e animo umano perché rimandano ad altre interazioni, avvenute in passato, che si sono fissate indelebilmente nel nostro inconscio: un esempio classico sono le trame che ricordano il movimento dell’acqua o delle foglie, quindi un movimento dinamico ma ripetitivo, che indurrebbe calma e relax
E va benissimo se queste trame ripetitive e ondulate sono catturate attraverso elementi duri come, ad esempio, la superficie in legno di un tavolo o di un soffitto
Sostanzialmente, quindi, l’interior design ha più a che fare con il benessere di chi abita gli ambienti che con le mode o le tendenze; con le caratteristiche date dell’ambiente (per esempio le dimensioni o l’altezza del soffitto) più che con i gusti.
Un interior designer sa bene cosa cerchiamo nelle nostre case quando torniamo dal lavoro: un rifugio dallo stress e dalle aggressioni esterne, un luogo di armonia e relax.

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