Interior design emozionale, I parte. Il colore

Cos’è l’ergonomia? In generale, a questa espressione si usa dare un’interpretazione di tipo tecnologico, legato all’ingegneria e a al design di oggetti che facilitino il compito di chi utilizzerà quell’oggetto (per esempio le sedute, le scrivanie e gli spazi per uffici) ma in realtà l’ergonomia è un campo molto più ampio che viene sempre più preso in considerazione da chi si chi occupa di interior design in generale.


Con ergonomia possiamo infatti intendere anche la positiva interazione fra gli utenti, abitanti, lavoratori, con lo spazio nel quale vivono e lavorano, che non è dato solo dalla funzionalità degli oggetti d’uso ma che è anche costituito dalla relazione emotiva e inevitabile con l’ambiente interno: uno spazio, una stanza, un appartamento, sono buoni, ergonomici, quindi, quando tutti gli elementi fisici, ambientali e cognitivi sono armonizzati, e consentono a chi lo abita o lo usa di sentirlo giusto, funzionalmente ed emotivamente.

Bilanciare tutti questi elementi è un lavoro impegnativo e si traduce in un’estrema attenzione ad ogni elemento del design d’interni, una scelta che sia ottimale e accontenti sia i gusti e i desideri, o le necessità, di chi lo abita, sia i necessari requisiti di sicurezza.


Di recente, alcuni ricercatori del Dipartimento di Design dell’Istituto Indiano di Tecnologia, “Guwahati”, hanno affrontato questo tema evidenziando la prospettiva emotiva dell’ergonomia degli interni, riallacciandosi ai molti studi di neuroscienze che indagano le emozioni psicologiche evocate dagli attributi fisici degli spazi.


Uno spazio interno è costituito da molti elementi: alcuni sono entità fisiche, come il colore, la consistenza, la forma, il rapporto vuoto/pieno, altri sono fattori ambientali come luce, suono, temperatura e umidità.


Per quanto sembri incredibile, uno spazio può far sentire chi lo abita o lo frequenta sbilanciato, sfasato, scomodo, irritato.

Naturalmente, la percezione di uno spazio dipende anche dall’orizzonte culturale di chi lo vive e persone, culture e ambiente fisico, sono considerati come un’unità, della quale chi si occupa di design d’interni deve tenere conto.


Per fare qualche esempio suggerito dal gruppo di ricercatori indiani, la concezione dei Sioux Oglala, nativi americani, è che il mondo è circolare, quindi progettano le loro case e i loro agglomerati in tal senso. Al contrario, secondo l’antica cultura cinese, il mondo è rettangolare, per cui progettano case e agglomerati urbani secondo questa prospettiva.


Vediamo quindi che, parlando di ergonomia, non possiamo pensare solo alla forma di una sedia, di un tavolo, di un manico ma pensare, invece, all’intera relazione dell’uomo con lo spazio che abita.

Sono diversi i fattori fisici che influenzano la percezione di un luogo: sicuramente il colore è uno dei più importanti.

Il colore nell’arredamento degli interni


Nel design degli interni, il colore ha l’effetto più potente, sia dal punto emotivo sia dal punto di vista affettivo. L’esperienza, cioè il modo in cui percepiamo un colore, ha le sue radici nel conscio, nel subconscio e nell’inconscio e la reazione umana verso qualsiasi colore, o combinazione di colori, inizialmente può essere emotiva ma è stato dimostrato che può essere anche fisiologica.


È inutile citare gli innumerevoli studi effettuati sugli effetti del colore sull’umore, e che hanno anche stabilito alcuni principi generali, ormai dati per scontati.

La reazione ai colori dipende dalla cultura, da associazioni mentali e ricordi, ma anche dall’età e, non da ultimo, dalle preferenze di ciascuno. Anche nello scegliere gli abiti, o i mobili, ciascuno di noi ha un colore preferito, un colore che lo attrae particolarmente, che lo fa sentire a proprio agio.


Tuttavia, esistono alcune regole, dettate proprio dall’ergonomia, che potrebbero entrare in conflitto con i gusti personali. Per esempio, la scelta di organizzare cromaticamente un ambiente secondo toni caldi o freddi può dipendere, sì, dal gusto personale, ma anche da fattori intrinseci come clima, orientamento del vano, uso del locale.

Il colore di una superficie interna è, per usare un’espressione che potrebbe sembrare eccessiva, energia dinamica che non se ne sta lì senza causare effetti. Lo stesso colore può provocare reazioni diverse secondo la posizione: un soffitto rosso, per esempio, dà un’idea di pesantezza, di trappola. È aggressivo e sembra muoversi verso di noi mentre lo stesso rosso, usato per il pavimento, potrebbe darci stabilità, farci sentire vigili.


In generale, negli interni residenziali si preferiscono i colori caldi, perché restituiscono una sensazione di comfort e calore.


Conscio, inconscio, memorie e gusto personale: la “Color Experience Pyramid”


Dal momento che ciascuno di noi ha la sua personale tavolozza, senza buoni consigli potremmo usare i colori solo per gusto o per caso, creando insiemi molto squilibrati visivamente.


In un ormai vecchio libro (è del 1996) di F. H. e R. Mahnke, “Color, Environment & Human Responses”, viene introdotta la “Color Experience Pyramid”, che suggerisce i sei fondamentali livelli di percezione dei colori, che coinvolge aspetti inconsci, consci, culturali, di moda, eccetera.

È un testo affascinante, anche se, purtroppo, non ne esiste la versione in italiano, perché indaga i colori anche dal punto di vista dell’applicazione in vari ambienti fra cui scuole, ospedali, uffici eccetera, suggerendo quali effetti la scelta del colore può comportare in relazione agli specifici scopi della struttura.

Lo psicologo Ulrich Beer ha scritto:
“Raramente un’apparenza, in natura, è così coinvolgente come il colore. Nessuno può incontrarlo e rimanere neutrale. Siamo immediatamente, istintivamente ed emotivamente commossi. Dentro di noi, proviamo simpatia o antipatia, piacere o disapprovazione non appena percepiamo i colori”.

Questo perché il colore non è proprietà di oggetti, vani o superfici; è la sensazione causata da certe qualità di luce che l’occhio riconosce e il cervello interpreta. Pertanto, la luce e il colore sono inseparabili e, nella progettazione dell’habitat umano, la stessa attenzione deve essere data ai loro aspetti psicologici, fisiologici, visivi, estetici e tecnici.

In un mondo in cui il colore incide su ogni nostro momento di veglia, e nel sonno penetra i nostri sogni, la vita è governata dalle radiazioni del sole. Sappiamo tutti che questa radiazione che raggiunge il mondo è luce visibile, e sappiamo che questa luce è colore.

Poterlo percepire è un dono dell’evoluzione. Dargli il giusto valore perché influenzi la nostra vita con comfort e bellezza, è compito di chi cura l’allestimento delle nostre case, dall’architetto, all’interior designer, all’arredatore.

Se ti è piaciuto questo articolo, seguici, torneremo presto sul tema dell’interior design emozionale.

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