Appendere quadri e stampe: la regola aurea

Migliorare la casa non deve significare necessariamente buttare giù un muro: uno dei modi più semplici per abbellire la casa è mettere alcuni pezzi incorniciati, un compito che spesso può sembrare stranamente scoraggiante. Per il semplice motivo che per un risultato soddisfacente, ci vuole un po’ di metodo e qualche conoscenza

Strumenti per appendere dei quadri

Innanzitutto, quindi, gli strumenti: una livella, un martello, ganci per quadri, chiodi, metro a nastro e una matita. È utile anche del nastro adesivo blu per segnare il basso della cornice sul muro: in questo modo, sarà possibile quindi staccarlo facilmente, senza segnare il muro, in caso di errore. 

Per appendere i quadri è meglio usare il cosiddetto gancio SWG a triangolo, con chiodini di fissaggio: questo impedirà di forare tubi o fili elettrici perché questi chiodi, molto ben congegnati, sono resistenti ma non entrano troppo nel muro e un errore potrà facilmente essere ritoccato, addirittura con dentifricio o un velo di acquerello. Vanno sempre usati in coppia sia per la stabilità sia per l’allineamento

In genere, il retro dei telai porta piccoli occhielli a vite e un filo che attraversa il retro, o anelli a D, che sono ganci metallici a forma di lettera D, e che possono essere fissati al telaio con vite. Tutto sommato, meglio gli anelli a D, piuttosto che il filo, perché mantengono il pezzo più stabile. Gli anelli a D di solito sono dotati di una vite, quindi è sufficiente utilizzare un cacciavite per avvitarla nella parte posteriore del telaio sui lati sinistro e destro. Devono essere avvitati equidistanti dalla parte superiore del telaio e a circa un terzo della lunghezza del telaio verso il basso. 

Dove e come appendere un quadro 

Non ci sono regole e bisognerebbe appendere le cose dove stanno meglio o dove ci piacciono. Però, per farlo in modo perfetto, esiste una formula, quella della linea mediana: la linea mediana è tracciata sui 5/8 della parete interessata (ad esempio se la parete è alta 2,80 m, la mediana è a 1,75 m). 

È quello che si vede nelle gallerie e nei musei quando sono presentati più dipinti di dimensioni diverse in fila.  

Per farlo con un minimo di semplicità, si prende il quadro e si misura dall’alto al basso, cornice compresa. Dividere il numero a metà quindi, se l’altezza è 30 centimetri, la metà sarà quindici. A questo punto è necessario misurare la distanza dalla parte superiore del telaio al D-Ring: potrebbe essere di circa 4 centimetri. A questo punto si sottrae dal 15 questo 4: risultano 11 centimetri 

Aggiungi questo numero all’altezza della metà dell’altezza totale del muro: per esempio, se l’altezza totale è due metri, sarà 1,10. Segnare il punto. Misurare ora la larghezza della cornice, per esempio 60, dividere il numero in due, quindi 30, e misurare 30 centimetri a destra e sinistra del punto segnato sul muro tornare al punto segnato: questi sono i due lati del telaio, dove andranno i ganci sinistro e destro. Seguendo questi passaggi si avrà una quadratura perfetta. Ma è quello che davvero vogliamo? 

Certo, nei musei i quadri sono esposti per mettere in vista il punto focale e l’intenzione dell’artista ma in una casa si possono prendere in considerazione altri aspetti: l’altezza di chi la occupa, quale parte del quadro ci piace maggiormente o richiama gli arredi e le nostre intenzioni nel creare l’atmosfera della stanza, se amiamo il disordine pittoresco, la correlazione fa i soggetti dei quadri e i loro punti focali.  

Insomma, una volta conosciuta la regola aurea, siamo pronti per infrangerla

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